La scienza della corsa

Immagina di far cadere una biglia di ferro sulla sabbia: la biglia affonderà senza rimbalzare. Se la fai cadere sul cemento invece rimbalzerà.

La sabbia infatti assorbe tutta l'energia della biglia e non la restituisce. Il cemento invece ne restituisce una parte e quindi la pallina ritorna verso l'alto.

Se hai mai corso al mare, sai che è estremamente stancante. Come per la biglia, ogni volta che appoggi i piedi a terra, non ricevi alcuna energia dal basso. Quindi devi fare affidamento esclusivamente sulla forza muscolare, facendo molta più fatica.

I materiali e le superfici su cui corri, cambiano tantissimo le tue prestazioni. Per questo motivo la loro scelta è fondamentale.

I problemi delle scarpe sportive

Durante la falcata il piede tocca il suolo in una zona del piede e si stacca da terra in un altra zona. Dove il piede appoggia inizialmente abbiamo un incredibile quantità di energia, pari a circa 3 volte il nostro peso corporeo.

Occorrerebbe quindi che le tue scarpe immagazzinassero questa energia nel primo punto e la restituissero nell'ultimo, pochi attimi prima di staccare il piede da terra. In questo modo potresti usufruire di un ulteriore spinta.

Purtroppo l'Eva e tutti i derivati della gomma, comunemente utilizzati nelle calzature sportive, restituiscono l'energia nello stesso punto in cui vengono deformate. In un momento sbagliato ed in una zona assolutamente inutile.

Come puoi vedere da questo studio, il 100% dei partecipanti durante la corsa disperdevano energia nell'articolazione metatarso-falangea. In parole povere, la scarpa invece che restituire energia nell'ultima fase della falcata, gliene toglieva una parte.

Questo significa che a causa delle tue scarpe corri decisamente più piano, fai più fatica e salti meno di quanto potresti.

Le solette Ares: ritorno elastico

Le nostre solette, inserite in una comune scarpa sportiva, ti permettono di migliorare drasticamente le performance. Questo perchè grazie ad una speciale struttura ad arco composta da diversi strati elastici di fibra di carbonio e kevlar accumulano l'energia nella prima fase della falcata e la restituiscono nell'ultima.

Fase 1

Nel momento in cui il piede tocca a terra, si piegano in maniera naturale grazie al peso dell'utilizzatore. Così l'energia cinetica di questa zona si trasferisce nella soletta e non si disperde nella scarpa o peggio nelle articolazioni.

Fase 2

Nella fase finale della falcata, ritornano in posizione neutra, restituendo nel punto giusto l'energia che avevano accumulato. In questo modo hai una spinta in più, ad ogni passo.
Come puoi vedere da questo studio, su 20 partecipanti, 10 (quindi il 50%) hanno usufruito di un ritorno di energia positiva. Praticamente come se una mano li avesse aiutati ogni volta nel momento di stacco da terra.

L'altro 50% ha ridotto drasticamente la perdita di energia, tanto che in alcuni casi è pressochè nulla. 

Il drop rigido

Le solette Ares, hanno un drop (differenza in altezza tra tallone ed avampiede) accentuato. Inoltre la rigidità della struttura permette di mantenere efficacemente il drop anche quando le scarpe vengono indossate e durante la corsa.

Questo fa in modo che ogni falcata inizi con il tendine di achille più accorciato rispetto a quanto accade normalmente. Così puoi immagazzinare più energia anche all'interno della tua struttura muscolo-scheletrica e di conseguenza il tuo corpo può usarne di più nella fase di impulso. 

Il drop rigido delle solette Ares, contribuisce a migliorare la velocità della corsa, qualsiasi tipo di salto (anche da fermo) e l'esplosività in generale.

Abituandosi a lavorare in questa maniera, l'attivazione del tricipite surale si potenzia dopo anche solo qualche utilizzo. Per questo motivo si può ottenere un miglioramento anche utilizzando le solette Ares in fase di allenamento, senza necessariamente utilizzarle in gara.

Le solette Ares sono sicure

Utilizzando le solette Ares, diversi parametri della corsa e del salto vengono modificati in maniera significativa. Occorre quindi introdurle progressivamente all'interno dei propri allenamenti.

Una volta che la fase di adattamento è terminata, è possibile sfruttare al massimo le solette, senza nessun tipo di problema.

Meno infortuni

Trasferendo l'energia cinetica della prima fase della falcata all'interno della soletta, l'energia non ritorna nelle articolazioni superiori (caviglia e ginocchio). Questo permette di ridurre estremamente il rischio di infortuni dovuti ai continui impatti al suolo.

Più comodità

Uno speciale silicone memory foam di ultima generazione, permette al piede di avvicinarsi in maniera più morbida alla struttura in fibra di carbonio ed alla scarpa, migliorando così la comodità della calzata.

Protezione totale

Nella struttura delle Ares è presente uno strato di kevlar, lo stesso materiale composito utilizzato nei giubbotti antiproiettile. Questo fa in modo che nella malaugurata ipotesi di una rottura completa della soletta, le fibre del carbonio rimangano in sede e non vadano a causare problemi all'utilizzatore.

Sicurezza testata

Le nostre solette sono state testate per anni sia in laboratorio che in numerosissimi test in vivo, anche assicurarne per la completa sicurezza a breve ed a lungo termine. Inoltre sono usate con successo da migliaia di persone in tutto il mondo.

Team d'èlite

Il nostro team è composto da ingegneri, dottori e personale medico con decenni di esperienza e studio nel campo dello sport e dei materiali compositi.

Made in Italy

Le solette Ares sono progettate e realizzate interamente in Italia, in collaborazione con uno dei più importanti incubatori di imprese innovative e tecnologicamente avanzati del nostro paese.

Academic Research

  • Influence of midsole bending stiffness on joint energy and jump height performance.
    (2000 Feb. / PMID: 10694134)
  • Influence of initial foot dorsal flexion on vertical jump and running performance.
    (2006 Mar. / PMID: 16540846)
  • Shoe midsole longitudinal bending stiffness and running economy, joint energy, and EMG.
    (2010 Sep. / PMID: 19918197)
  • Does Specific Footwear Facilitate Energy Storage and Return at the Metatarsophalangeal Joint in Running? 
    (2013 Oct. / PMID: 24203172)

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